Con l’emanazione del D.L.n.63/13, dal 5 giugno 2013 l’attestato di certificazione energetica  (ACE) è stato sostituito dall’Ape (Attestato di prestazione energetica)  conformemente a quanto previsto   dalla direttiva 2010/31/UE.
L’obiettivo è quello di uniformare la normativa interna italiana in tema di prestazione energetica degli edifici alle prescrizioni dettate dall’Unione europea.
Il Ministero dello sviluppo economico ha precisato con apposita circolare che  la metodologia di calcolo della prestazione energetica sarà definita con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico.
Si precisa, altresì, che, fino all’emanazione dei decreti previsti dall’articolo 4, si adempie alle prescrizioni di cui al decreto legge stesso redigendo l’APE secondo le modalità di calcolo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n.59, fatto salvo nelle Regioni che hanno provveduto ad emanare proprie disposizioni normative in attuazione della direttiva 2002/91/CE in cui, in forza dell’articolo 17 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.192, si seguirà ad applicare la normativa regionale in materia.
Il D.L. n.63/13 apporta modifiche al D.lgs.n.192/2005 (“Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”) uniformando così la normativa italiana in materia di prestazione  energetica degli edifici alle prescrizioni  dettate dall’Unione Europea.

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Un progetto che vuole agevolare le persone fisiche nell’acquisto di una casa tramite erogazione di mutuo
Sta per partire l’operazione Plafond Casa, che mobiliterà 2 miliardi di euro a sostegno del mercato immobiliare e residenziale. Il progetto parte da una convenzione siglata tra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Associazione Bancaria Italiana (ABI il 21 novembre scorso, e che presto diverrà operativo, come previsto dalla Legge Imu e politiche abitative. Le risorse previste da questa iniziativa saranno destinate all’erogazione di mutui per l’acquisto di abitazioni, in particolare appartenenti alle classi energetiche A, B e C, ma anche per lavori di ristrutturazione per migliorare l’efficienza energetica. Possono accedere ai contributi persone fisiche che accedono a mutui concessi alle banche aderenti, anche se la priorità verrà data a giovani coppie, famiglie numerose e nuclei familiari dove vi è un soggetto disabile.

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Contributi volti a ridurre la spesa sostenuta da cittadini in difficoltà per il canone di affitto.
Contributi per il pagamento del canone a favore di cittadini in difficoltà
Per il sostegno alle locazioni si intendono le agevolazioni previste a favore di soggetti non abbienti, volte a ridurre la spesa sostenuta dal richiedente il contributo in argomento per il canone di locazione.

Chi può fare domanda
La domanda di contributo, a sostegno dei canoni di locazione pagati nell’anno precedente il bando, va presentata da persone maggiorenni, in possesso di determinati requisiti, titolari del contratto di locazione per il quale si richiede il contributo purchè l’unità immobiliare oggetto del contratto di locazione sia posta sul territorio regionale e sia stata adibita ad abitazione del richiedente. Per ulteriori specifiche informazioni, si invita pertanto l’utenza a rivolgersi ai propri Comuni di attuale residenza o, qualora non residenti in regione, al Comune dove presta attività lavorativa.

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Edilizia abitativa “agevolata”:  contributi ai privati per acquisto, costruzione o recupero di alloggi.
Il canale agevolativo previsto dall’art. 5 della L.R. 6/2003 è operante dal 15 settembre 2004 ai sensi della Deliberazione della Giunta regionale n. 2263 del 2 settembre 2004.
Chi può fare domanda
Qualsiasi persona maggiorenne che alla data della presentazione della domanda risulti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 8 del regolamento, tra i quali figurano non essere proprietari di altra abitazione (con esclusione di alloggi dichiarati inagibili, delle quote ereditarie, di alloggi in usufrutto a parenti entro il secondo grado e degli alloggi assegnati al coniuge o convivente in sede di separazione personale o divorzio), non aver altra volta beneficiato di agevolazioni “prima casa”, fruire di un reddito di lavoro, possedere – con riferimento al proprio nucleo familiare – un indicatore della situazione economica (ISE) e un conseguente indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiori ai valori stabiliti dal regolamento. Si specifica che i valori ISE e ISEE sono forniti da apposita certificazione rilasciata al privato su istanza da presentare all’INPS o ad un CAAF.
La legislazione vigente prevede inoltre che per poter presentare domanda i cittadini italiani e i cittadini di Stati appartenenti all’Unione europea e loro familiari devono essere residenti da almeno ventiquattro mesi nel territorio regionale. Possono presentare domanda anche i cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o titolari di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno purchè residenti nel territorio regionale da almeno ventiquattro mesi.

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